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Il vino di Federico II e Maria Luigia, di cui si innamorò anche Garibaldi

Fin dal 1200, alla corte di Federico II, non mancava il vino di Sala e nemmeno sulla tavola dei Sanvitale, dei Farnese e dei Borbone. Nel XVI secolo erano detti “perfettissimi” i vini di Vianino, Calestano e Sala. Sua Altezza Maria Luigia apprezzava particolarmente il vino di Sala tanto che nelle sue cantine parmigiane ne teneva sempre alcune botti a disposizione. Anche Giuseppe Verdi, nei momenti di maggiore tristezza, si nutriva con un uovo fresco ed un bicchiere di Malvasia, mentre un altro Giuseppe, che di cognome faceva Garibaldi, se ne innamorò perdutamente.

Nel 1861, l’eroe dei due mondi soggiornò per alcuni giorni a Sala Baganza ospite della marchesa Teresa Trecchi-Araldi e scoprì la Malvasia di Maiatico. Gli piacque al punto che decise di portarsi via alcuni vitigni per trapiantarli a Caprera. Una storia curiosa che lo studioso Giancarlo Gonizzi, coordinatore dei Musei del Cibo, ha messo nero su bianco nel libro “Il vino di Garibaldi”, edito da Alberti.